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6/25/2009 Flusso di musicaMa allora la leggerezza esiste ancora! Era un sacco di tempo che non passava di qui, non ci speravo proprio...
Adesso però ho un po' di pensieri per la mente, al punto che forse mi sento persino in grado di capire dove sbaglio nelle scelte che faccio.
Forse alcune cose le sto prendendo con un po' troppa leggerezza, forse dovrei iniziare a starci più attenta.
E altre... beh, ci sono sempre quelle solite cose a cui si pensa troppo, giusto? Per esempio c'è un chiodo fisso, proprio qui, che a quanto pare non ha alcuna intenzione di sloggiare.
Ma in fin dei conti basta semplicemente continuare a vivere, non c'è bisogno di fare chissà cosa per non pensarci. 6/21/2009 Ondeggiando qua e làLa scuola è finita già da un po', ormai. Le giornate sembrano allo stesso tempo più intense e più vuote, più vissute ma anche un po' più morte con tutto questo tempo ammazzato qua e là. E' strano: aspettavo la fine della scuola da una vita, con la prospettiva di avere più tempo a disposizione per fare ciò che più mi piace, per mettermi un po' in sesto... e invece mi ritrovo a non riuscire a ritagliare nemmeno un po' di tempo per me. Poi le giornate sembrano molto più lunghe, più stancanti, in qualche modo anche più costruttive... come le onde dell'acqua che sembrano tanto rilassanti ma invece sono come un'ossessione, non finiscono più e resistono ancora nel loro fascino eterno. Però un po' mi manca il fatto di avere un tot di ore per tenere il cervello impegnato in qualcosa che non sia musica, amici o famiglia. Ma in fin dei conti ce ne sono parecchie di cose di cui sento la mancanza, e tuttavia riesco sempre a trovare un modo per rigirarmela bene, per convincermi che comunque è tutto nella norma. Poi oggi ho passato una bella giornata, mi sono divertita. Anche se ovviamente non sono mancate le solite speranze che sono state puntualmente deluse... ma questa comunque è un'altra storia.
L'altro giorno sono usciti i quadri a scuola, e io mi sento molto soddisfatta dei miei voti. Certo, ho due debiti, ma tutto sommato quest'anno ho imparato molto. E poi è volato... cazzo se è volato, il tempo...
E adesso mi ritrovo a dover sistemare urgentemente un paio di cose, con la speranza di riuscire a chiuderle per una buona volta... beh, allora in bocca al lupo Gilda! (sì, mi parlo da sola... e allora?)
6/15/2009 I can get no satisfactionE' strano... ho una sensazione, qui, alla bocca dello stomaco, che non mi permette di essere soddisfatta. Sì, insomma, mi rendo conto che non posso proprio lamentarmi: in generale, la mia vita sta andando più o meno bene, più o meno dove volevo... e allora perchè ho questo senso di perenne insoddisfazione? Perchè ogni volta che faccio qualcosa non mi sembra mai abbastanza? Perchè non mi basta nemmeno quello che mi arriva dagli altri, anche quando so che è il massimo che possono offrirmi? Non so, forse questo minimo indispensabile non basta più. Forse effettivamente c'è qualcosa per cui ho il diritto di lamentarmi... ma in fondo lamentarsi è mai servito a qualcosa? No. E allora cosa posso fare? Non tutto dipende da sè stessi, io posso arrivare fino a un certo punto, posso impegnarmi fino a un dato momento, posso realizzare solo una minima parte dei miei obiettivi... poi entra n gioco la vita, o il destino, o come lo volete chiamare... entrano in gioco tutte le persone che mi girano intorno, tutte le persone che (volenti o nolenti) fanno parte della mia vita. E allora sì che iniziano i casini. E' che è così frustrante pensare a certe cose... è il discorso che faccio sempre, il discorso dello sperare in cose che so che non avverranno mai. Ma io una soluzione la devo ancora trovare, visto che sto qui che sogno a occhi aperti e magari nemmeno mi rendo conto di quello che ho intorno. Sì, guardare in alto... ma a quanto serve guardare in alto, quando ci si sente fin sotto terra? E poi che diamine, ma possibile che ogni volta che mi succede qualcosa di bello devo trovare sempre i lati negativi? Possibile che sono costretta a farmi tutte queste inutili pippe mentali che poi comunque non portano a niente? Fra un po' mi verrà un attacco d'ulcera, e sarà tutta colpa mia!
6/11/2009 Partita fermaChe giornata... è un groviglio di tutto ciò che può accadere in 24 ore, non so veramente cosa pensare...
In questo momento sono felice. Ho passato una bella serata, sono stata bene. Anche se c'è stato un attimo in cui il dolore si è fatto sentire... ma in fondo lo sapevo che ci sarebbe stato: a un certo punto della giornata mi sono accorta che il mio umore aveva qualcosa che non andava. E poi comunque è stato rimpiazzato ben presto da una forte serenità, e quindi va bene.
Poi... beh, certo, ci sono sempre le stronzate. O meglio, quelle che credevo essere stronzate, ma che se ci penso adesso mi rendo conto che possono creare problemi. E più ci penso e più quegl'ipotetici problemi mi sembrano gravi... e quindi basta, stop! Inutile pensarci, tanto quello che succede domani non lo so.
Piuttosto so che oggi è stata una bella giornata, dall'inizio alla fine. Ho apprezzato tutto: la compagnia, le risate, le litigate... anche la fatica fatta tutto il giorno. Adesso però non posso fare a meno di pensare, immaginare, ricordare... e non so quanto questo mi faccia bene, soprattutto se poi mi metto a sognare. Anche perchè probabilmente il futuro ha piani diversi dai miei sogni.
E adesso un po' mi viene da piangere... ma non è tristezza, è veramente solo un miscuglio di stati d'animo. Però io lo so perfettamente cosa mi ha fatto male e cosa mi ha fatto bene, e questo forse è utile.
6/1/2009 Fra Amsterdam e LucianoChe dire? Ritorno dal viaggio più bello della mia vita, in cui ho assistito al concerto più bello della mia vita. Cosa voglio di più? Tralasciando il fatto che adesso non sarò più in pace con me stessa finchè non ritorno ad Amsterdam (possibilmente assieme a un concerto di Luciano), comunque non posso proprio lamentarmi. Quello che doveva esserci c'è stato, anzi direi che c'è stato fin troppo. E' stato un susseguirsi di serenità, di belle cose, di lati positivi visti sempre e soltanto frontalmente. Da mercoledì ad oggi c'è stata la perfezione ai limiti del possibile. Ho fatto esattamente quello che mi ero prefissata di fare, e aggiungerei che ci sono state molte altre piacevoli sorprese non proprio previste alla partenza, e non posso fare altro che rallegrarmene.
Il giorno del concerto è stato impagabile riuscire ad entrare in un coffeshop senza dover mostrare un documento, diciamo che è stato l'inizio del paradiso. Da lì in poi, qualsiasi cosa spiacevole fosse potuta succedere, sarebbe rimasta oscurata da tutti i lati più che positivi della vacanza.
E scusatemi, ma ci tengo a precisarlo: l'erba di Amsterdam è un'altra cosa. Devo dire che l'idea di fumare qui in Italia adesso mi da la nausea...
Vabbè, comunque dicevo che il nostro giro al Bulldog (mio e di Silvia) è stato l'inizio di un'infinita catena di emozioni. A cominciare dal nostro incontro con Erne, Luisa e Rosy, esattamente sotto al Paradiso per l'appello dei numerini. Quando mi hanno raccontato del loro incontro con Luciano, proprio la sera prima, ho iniziato ad avere movimenti strani all'altezza dello stomaco, era un po' come stare in una turbolenza in aereo. Tutto d'un botto ho realizzato del concerto, di Luciano, di tutto quello a cui non avevo voluto pensare fino alla partenza. Mi ero imposta di non pensarci, di non provare nemmeno a immaginare come sarebbe stato, se avrei potuto scambiarci due parole... e in quel momento, con il loro racconto, la mia presa di posizione è andata al diavolo, e miei pensieri hanno preso a vagare a vuoto. Intanto passeggiando iniziavamo a sentire meglio il clima da concerto, con qualche membro della band che ogni tanto ci passava affianco, salutandoci.
Ma la botta finale, quella che per tutta la vita non dimenticherò mai, è stato il concerto. Io non lo so cosa c'era, ma è stato da mozzare il fiato. Inutile stare qui a dire quale canzone è stata più bella dell'altra, sono semplicemente state un crescendo d'energia. Se solo ci penso mi vengono i brividi e il cuore comincia a battere fortissimo, è una cosa allucinante. Io posso solo dire che un Luciano così sincero e leggero non l'ho mai visto, mai. Si vedeva da come si muoveva rilassato, gli scatti che faceva nei pezzi più scatenati, la voce che tirava fuori, i sorrisi a noi, il suo sguardo, le sue mani sulla folla e i suoi piedi davanti a noi. E poi c'era il fatto che ti fissava. Durante una delle prime canzoni mi ha fissata per qualche lunghissimo secondo, e il suo sguardo era come una calamita. Anzi, no, come uno di quei pendoli che servono a ipnotizzare la gente. Io ero lì che lo fissavo mentre cantava e mi guardava negli occhi, e io cantavo più forte e non facevo nient'altro, solo mi godevo quello sguardo perfetto. E poi le sue mani a stringerci, a farsi cercare. Io che gli ho praticamente strappato una mano per poi sentirmi in colpa, io che gli stringo piano il dito... la sua chitarra, i suoi jeans, i suoi stivali. Tutto era perfetto. Quando è finito non ci potevo credere, ero già in astinenza. Io se non assisto al più presto a un concerto così credo che impazzisco, poi chi li paga gli psicofarmaci?
Comunque quel giorno fra una cosa e l'altra avevamo scoperto qual'era l'albergo di Luciano, e quindi la mattina dopo eravamo lì. Inutile dire che la nostra spedizione è andata a buon fine. Era lì con moglie e figli, che carini tutti insieme... Luciano è stato gentilissimo, mi ha lasciata proprio felice! Stretta di mano, bacetti e foto, come al solito. Poi chiarimenti su quanto fosse stato bello il concerto della sera prima, e il saluto "ci rivediamo a Verona!". Ma soprattutto... ha ricevuto la maglietta di Quelle Che Lo Sanno! Chissà quante risate si sarà fatto, insieme a Lenny! E' stata dura vederlo andar via, ma comunque rimaneva sempre Amsterdam a tenerci compagnia.
I giorni dopo il concerto sembrano appartenere ad un'altra epoca, sono state proprio due fasi diverse. Abbiamo girato, fumato, mangiato, scherzato... e poi c'era Amsterdam. Amsterdam, che è come un film. Quella città che dove ti giri ti giri, rimpiangi di non avere una telecamera dietro. Sembra un film. E poi ti induce a farti i film. Oh, lì c'è di tutto, c'è tutto il mondo... basta solo saper cercare.
5/18/2009 Fanculo!Andatevene tutti a fanculo! Sì, tutti, anche voi a cui voglio più bene. Prendete le vostre facce di merda e andatevene a quel paese. Voi e le vostre mani allungate in aiuto che sempre mi trascinano in un baratro, voi e la vostra forza arrogante che non mi permette di essere decente. Prendete i vostri sorrisi falsi, e anche quelli sinceri, e vedete di non tornare mai più. Voi e il resto del mondo, che ve ne state lì a chiedere e invitare, senza sentire mai niente. Voi che vi permettete di giudicare, di votare e cancellare. Con le vostre buone azioni e i vostri intenti, con la buona volontà... andatevene tutti a cagare! 5/10/2009 Cerca nel cuoreEccolo, è arrivato quello che mi serviva: il segno che Luciano non lo abbandonerò mai, nemmeno se un giorno decidessi di volerlo odiare.
Mi è bastato vedere il video del Raduno di Modena del 2003, a farmi illuminare di gioia. Ho visto Luciano lì, Luciano come persona, come uomo. Sono riuscita a sentire la sua serenità, anche attraverso un dvd, anche a qualche anno di distanza.
Il fatto che io non ascolti la sua musica da un mese non conta, non conta perchè è normale che io abbia bisogno di novità, è nella mia natura e sarà così per sempre e per tutto.
E adesso sto qui a pensare a quanto gli voglio bene, quanto è stato (e continua ad essere) importante per me.
Io sinceramente non lo so perchè tutta questa stima e tutto questo amore per lui... e sinceramente non mi interessa nemmeno. Io so solo che lui c'è, e ci sono anch'io. E non ci dev'essere un motivo per voler bene, è semplice istinto.
4/30/2009 L'idea del ritorno scoraggia la partenzaIeri ho sentito la voglia destabilizzante di prendere un treno ed evadere da tutto. E l'avrei fatto, se avessi saputo precisamente dove andare. Non mi importava di nulla, ero piena di delusione. Delusione verso gli amici, verso i parenti, verso la società, verso la vita in generale. Volevo prendere ed andarmene, per provare l'illusione di essere libera. Almeno per un giorno. Poi ho parlato con un'amica, mi sono un po' calmata e il ricordo di Correggio si è affievolito. Però la voglia è rimasta lì, fastidiosa, come per dispetto. Voglia di una semplice boccata d'aria fresca, lontana da tutto e da tutti. E adesso mi trovo qui, incatenata alla mia stessa razionalità.
La verità è che "evadere" è una parola grossa... la verità è che nella libera evasione il ritorno non è previsto, e certo non è impresa da niente buttare tutto quello che si ha. E la verità è che sapere di dover ritornare dopo qualche giorno mi ha allontanata da ogni decisione. Al ritorno sarebbe stato tutto più difficile.
Adesso sto qui, con la voglia di andare e la decisione di rimanere. Forse era meglio se partivo e basta, magari qualcosa sarei riuscita a risolverla...
4/24/2009 Pensieri di un'anarchicaOggi voglio parlare di anarchia, nel senso più profondo del termine. Questi giorni sono stati decisivi per la mia opinione, decisivi per quello che penso del mondo e della vita.
Io sono anarchica. E' un'affermazione profonda in tutta la sua consapevolezza e il suo squilibrio, in tutti i suoi risvolti positivi e i suoi rischi. Ieri questa mia affermazione ha creato un dibattito che non aveva proprio intenzione di nascere. Anzi, ad essere precisi io non volevo nemmeno dichiararla, questa mia posizione. Ma qualcuno ha insistito per farmi parlare, e io nella speranza illusoria di finirla lì, ho aperto quella maledetta boccaccia che mi ritrovo e che troppe volte dovrei tenere chiusa. Non che io mi vergogni di quello in cui credo, o che non sia sicura di quello che dico... solo che so precisamente come vanno a finire certi discorsi, e sinceramente non mi va di litigare per un motivo del genere. Quando infatti qualcuno si è accanito contro di me, attaccando l'anarchia neanche fosse una bestia brutale che cerca di uccidere qualcuno, io sono rimasta in silenzio. Le mie uniche risposte sono state battute ironiche per cercare di alleggerire la situazione, e precisazioni sul fatto che un orientamento politico rimane tale anche quando è sotto forma di utopia... che poi bisogna vedere cosa significa utopia, cosa significa politica, quanto può essere considerata non-utopica una qualsiasi forma di quest'ultima.
Insomma, sono stata zitta e ho abbozzato, come pochissime volte ho fatto nella mia vita. Sono rimasta semplicemente a osservare/ascoltare il modo in cui gli altri si accanivano, alzavano la voce, mi lanciavano provocazioni. E sono rimasta interdetta, sbalordita, delusa, arrabbiata, e tante di quelle altre sensazioni che non saprei nemmeno districarle da quel groviglio che hanno creato. Mi sono vista sminuire e banalizzare il mio ideale proprio sotto al naso, fino a sentirlo definire solo come "la libertà assoluta che cerchiamo tutti". Beh, fosse così facile essere anarchici...
Io non lo so cosa intendono gli altri per anarchia, forse molti se ne sono fatti un'idea banale e del tutto fuori luogo. Io voglio provare a parlarne, della mia anarchia. Sì, la MIA anarchia, perchè altrimenti non si tratterebbe di essa. L'anarchia è libera, viaggia senza schemi, non ha restrizioni o limiti di velocità a sogno ed azione. Per questo credo che ognuno ne abbia una sua.
Per me l'anarchia è più che un insulso orientamento politico, più di una banale utopia, più di un'insensata illusione. L'anarchia è una filosofia, una religione, un sogno non così tanto distante dalla realtà, un'utopia che però in fin dei conti ha ben poco di utopico. L'anarchia è un modo di vivere, un modo di cercare la libertà, una precisa filosofia di pensiero.
Si sostiene che l'anarchia non sia mai esistita. Io ribatto e dico che non è vero.
L'anarchia esiste da sempre, prima dell'uomo il mondo era anarchico: non c'erano leggi morali o sociali da rispettare. C'erano solo tanti esseri viventi che affrontavano le loro vite come meglio credevano, nel bene e nel male (sempre che di bene e di male si possa parlare).
E a chi dice che non può esistire adesso, rispondo che in fondo SIAMO in anarchia. Questa frase ovviamente và al di là della società, è un concetto più largo. Nemmeno una pazza come me potrebbe mai dire che questa società è anarchica, anche perchè se fosse così di certo non starei qui a cercare di spiegare quello che penso/provo/credo/spero/sogno. Allora, cerco di fare un po' più chiaro questo concetto: se a me domani prende di ammazzare una persona, non c'è nessuna entità superiore che mi vieti di compiere l'atto; se volessi rubare un'auto potrei farlo senza problemi, nessuno mi fermerebbe prima che io compia l'azione. L'unica persona che potrebbe fermarmi è me stessa, la mia razionalità, la mia ragione. Poi, certo, se mi beccano finisco in galera... ma nessuno mi vieta di scegliere fra rischiare o stare buona. Del resto, di cose illegali o sgarbate ne abbiamo fatte tutti, senza poi pagarne materialmente le conseguenze... o no?
Adesso, chiariti questi due concetti di anarchia-prima e anarchia-dopo, posso proseguire nell'affermare che a mio parere l'anarchia è la forma politica meno utopica. Non sono pazza, forse solo un po' contorta. Partiamo dal presupposto che siamo miliardi di persone al mondo, e che oltre noi ci sono non so quanti altri miliardi di animali, senza contare tutto il regno vegetale. Ma rimaniamo con la mente solo all'essere umano (le altre forme di vita le prenderò in considerazione più avanti). Come si può pensare che su miliardi di esseri umani, si possa trovare una politica che vada bene a tutti? Come possiamo anche solo farci sfiorare dall'idea di un mondo felice? Siamo tutti qui, tra comunisti, fascisti, anarchici, socialisti, democratici... e tutti gli altri filoni che ne derivano. Ora, non ci sarebbe nulla di male in tutto ciò, se le persone accettassero l'idea che parole convenzionali come "verità", "giusto e sbagliato", "perfezione", "bene e male", non esistono al di fuori della lingua parlata. Voglio dire, è ovvio che se io penso una cosa, la considero una verità giusta e perfetta... ma è anche ovvio che tutto questo vale solo per me (e con un po' di fortuna per qualche altra persona). Invece da sempre la stragrande maggioranza delle persone, ha la presunzione di considerare il proprio pensiero come una verità assoluta, come la soluzione a tutti i problemi. E pensandola così, di rimando, cerca di convincere tutte le altre persone che ha ragione lui (o lei, se vogliamo). Un guaio di questa cosa è che molte persone tendono a farsi un pensiero a seconda di quello che gli altri dicono loro, senza provare a criticare (o almeno analizzare) i vari aspetti del concetto. Il guaio ancora maggiore, avviene quando questa "forzatura di ideali" è indirizzata ai giovani, giovanissimi, a chi insomma ancora non ne ha una sua, e non ha nemmeno i mezzi per rispondere o capire al meglio. Poi, certo, crescendo la persona matura anche nuove opinioni... ma siamo sicuri che ciò avvenga sempre?
Quindi, in definitiva, la politica in generale può essere considerata un'utopia, viste le differenze di opinioni e la persistente libertà di fare comunque quello che vogliamo.
Altro argomento da affrontare è il concetto di "bene" e "male". Come ho già accennato prima, questi due concetti esistono solo nella mente dell'uomo, col mondo reale hanno ben poco a che fare (giusto per non dire "nulla").
Faccio un esempio banalissimo:
Per me è giusto che se non ho più fame smetto di mangiare anche se c'è ancora cibo nel piatto.
Per qualcun altro questo è sbagliato perchè c'è tanta gente che non può mangiare certe cose.
Per me è sbagliato questo modo di pensare, perchè a chi non ha il cibo non cambia niente se io mangio o no, se lacio avanzi o no.
Per altri è comunque sbagliato il ragionamento perchè è brutto metterlo in questi termini.
Si andrebbe avanti all'infinito, ritornando sempre allo stesso punto, e nessuno dei due cambierebbe idea (ritorna il fatto che tendono tutti a cercare di far passare per "perfetto" quello che pensano?). Ma questo, in fondo, lo sa chiunque... la mia era solo una precisazione che per il mio concetto di anarchia è essenziale.
Altro punto fondamentale: al contrario di come molti pensano, non sono presenti nemmeno regole morali o idealiste o di buonsenso. Altrimenti non sarebbe anarchia, non trovate? Sarebbe buffo sbattersi per sentirsi liberi e poi mettere regole come "non uccidere" o "mettere la mano davanti alla bocca quando si sbadiglia", per quanto possano essere definite giuste o essenziali da buona parte della popolazione. Uno, poi, le sue scelte le paga con la sua coscienza (se ne ha una), altrimenti la passarà liscia... che problema c'è? Siamo tutti in grado di difenderci, si spera.
Altra cosa importantissima da aggiungere: basta con queste ridicolaggini tipo "se ci fosse l'anarchia ci ammazzeremmo tutti"! Forse qualcuno dimentica che (a prescindere dalla politica) le persone che popolano la Terra sono sempre le stesse. Vorreste farmi credere che adesso (solo perchè non c'è l'anarchia) non ci siano assassini? O volete affermare che chi adesso non sarebbe capace di ammazzare una persona, di punto in bianco, solo perchè si è in anarchia, andrebbe in giro a piantare coltelli nei cuori della gente per strada? Ma per favore... sarebbe esattamente la stessa cosa. Se una persona ne vuole ammazzare un'altra, lo fa a prescindere dal contesto politico in cui si trova. Forse sì, ci sarebbe caos, ma basta con le esgerazioni del tipo "moriremmo tutti", neanche si stesse parlando di un meteorite che si schianta sul pianeta.
Detto questo, passiamo al "pur essendo l'utopia minore, l'anarchia è pur sempre un'utopia". Ma non perchè moriremmo tutti (scusate, esaltati, se vi contraddico ulteriormente). L'anarchia non può esistere fin tanto che l'essere umano è presente su questo pianeta. Infatti, come dimostrato, la prima cosa che ha fatto l'uomo quando si è potuto definire tale, è stato aggregarsi in gruppo e definire regole (parliamo dei conosciuti tabù, dei capifamiglia, dei riti obbligatori). L'essere umano è portato di indole a dominare o essere dominato, a creare regole e poi provare gusto a infrangerle. Non è fatto per farsi i cazzi suoi e pensare a vivere senza troppe pippe mentali, purtroppo è dotato di un cervello sviluppato e (cosa ancora più grave) ha imparato a usarlo e servirsene per aggirare alcuni piccoli ostacoli pratici, provvedendo però a rendersi sempre più debole fisicamente: niente più peli (ci sono i vestiti), niente più unghie (abbiamo i pugnali), denti poco affilati (abbiamo cotto la carne renendola più morbida), corpo slanciato e dotato di poco equilibrio (ci siamo impuntati ad alzarci su due zampe), e la lista è lunga e probabilmente anche noiosa da stilare qui, quini mi fermo. L'uomo come è inteso adesso, senza tutto ciò che si è creato intorno, è più debole di una formica (loro almeno sono piccole e possono nascondersi facilmente). Adesso, voi potrete anche dirmi che con l'intelligenza si sono inventate un sacco di cose utili, si sono trovate medicine, vaccini, e tutto quello che volete... ma in ogni caso non si può sentire la mancanza di una cosa che non si conosce. Ma soprattutto: quanto ha contribuito, questo, a renderci la vita (nel senso stretto del termine) migliore? Per me la vita è nascere, crescere, riprodursi (?) e morire. Fine della storia.
E qui entra in gioco un'altra cosa: io credo nella natura. Credo che la natura debba seguire il suo corso, e credo che l'essere umano l'abbia ostacolata da sempre. E' vero che le medicine ci guariscono, ma è vero anche che forse se non le avessimo inventate ci saremmo evoluti diversamente, magari saremmo diventati col tempo (secondo la teoria dell'evoluzione di Darwin) autoimmuni a certe malattie, e probabilmente altre non sarebbero nemmeno nate. Parlo delle medicine, ovviamente, perchè è l'elemento più diretto, ma questo pensiero è esteso a tutto ciò che ha inventato l'uomo.
Insomma, anche se per un qualsiasi motivo si ritornasse all'anarchia, questa non durerebbe nemmeno 10 secondi, con l'essere umano. Non è fatto per certe cose. Purtroppo.
E adesso, posso concludere. Credo di aver detto tutto, anche se probabilmente ho dimenticato qualcosa. Voglio solo precisare, per ultimo, che questo è solo un mio pensiero, e se trovate che lo stia passando come verità assoluta... allora avete capito bene: per me quelle che ho scritto sono verità assolute, e ci tengo molto che questa cosa arrivi bene a destinazione. Poi, ovviamente, ognuno ha le sue certezze e i suoi dubbi.
Vorrei dire solo un'ultima cosa, a cui tengo molto: a me non scoccia il fatto che ci sia una società, per me gli altri sono liberi di fare quello che vogliono, anche ammazzarsi a vicenda o sottomettersi ai tiranni. L'unica cosa che mi da fastidio della società, è il fatto che io non posso scegliere di non farne parte. Questo è grave, e mina alla base della principale libertà di ogni uomo: siamo tutti incatenati prima ancora di venire al mondo. 4/21/2009 Il caosN.B: per capire appieno il disegno è necessario talvolta girarlo nei vari versi!
C’era una volta un foglio su cui erano disegnate due linee curve, che si univano a un’estremità… un giorno queste due belle linee decisero di riempirsi a vicenda e formare una strada, su cui nacque un’enorme foglia verde. Quando però il sole sorse sulla strada, tutto prese fuoco… anche la foglia, anche l’asfalto. Solo un pesce che per caso passava di lì, riuscì a salvarsi dall’incendio dilagante. Il pesce passeggiava sereno, contemplando il mondo intorno a sé, quando vide un girino passargli davanti. Prontamente lo inghiottì tutto intero… ma sfortuna volle che quella fosse solo un’esca. Infatti un fulmine molto dispettoso aveva lanciato l’amo che, come previsto, si era incagliato nella gola del pesce, lasciandolo stramazzante al suolo. Non contento di ciò, il fulmine pensò bene di frantumarsi sul terreno, che subito si spaccò in mille crepe che presto sarebbero state sommerse e riempite da una pozzanghera, formatasi dalla pioggia scaturita dal caffè evaporato che stava scaldandosi su di un fuoco che ardeva su legna e serpente. Subito la tazza di caffè, vedendo la pozzanghera crearsi vicino a sé, decise bene di trasformare il suo manico in un cigno, che affamato si precipitò subito a divorarsi un cono gelato. Arrivato però a metà opera, si accorse che il cono gelato altro non era che un microfono al cui filo si aggrappava un diavolo rosso. Egli però era un diavolo molto particolare: dalla sua testa partivano un’infinità di aculei, uno dei quali teneva appeso un uomo-trottola che aveva venduto la sua anima al demonio. L’uomo-trottola se ne stava lì, legato ed appeso, a girare per l’appunto come una trottola, avvolto da due grandi fiamme rosse, e con il rischio di cadere da un momento all’altro su di un’enorme canna accesa, che provvedeva a produrre un alone di fumo marroncino-verdognolo tutto intorno. Intanto poco più in là stava l’accampamento dei terremotati, vittime dello spaccamento della terra causate dal fulmine dispettoso. La tenda era di un blu cupo, ma in compenso era posta vicino ad uno stretto viale alberato in cui la leggenda diceva che si nascondesse una mummia. Al lato di questo viale stava una rete-lametta, che aveva al posto del manico un bel millepiedi (disegnato da una matita gialla) le cui antenne avevano il potere di attirare un anello viola appese all’occhio di una macchina-pesce a forma di conchiglia, che era per l’appunto figlia del pesce che era morto per mano del fulmine. A osservare attentamente l’anello, stava un serpente che aveva la testa in comune con un ratto; su questo ratto stavano pascolando quattro graziose pecorelle, provenienti dalla coda che sarebbe poi diventata il viale alberato di cui prima. Và detto, però, che fra i terremotati c’era anche chi in tenda non voleva rimanere. Così un omino decise di arrampicarsi su di un coltello situato nei pressi della tenda… un coltello molto particolare! Il suo manico, infatti, era in realtà una torta con delle candeline sopra che venivano accese dall’anello magico. Insomma, si diceva di questo omino che usò le candeline come una scala, per fuggire dall’accampamento… ma non poteva sapere che presto sarebbe stato impiccato dal suo stesso mantello, prontamente attaccato all’uomo-trottola per mano del diavolo. Povero omino, forse era meglio se se ne rimaneva in tenda..! A proposito del viale alberato…nessuno se ne accorse, ma da lì scattò una molla-gigante, che creò in pochi istanti due montagne. Una era terrosa, e sulla cima innevata era stata posta una bandiera svolazzante al soffio del vento; l’altra montagna era invece erbosa, e fra la nebbia si poteva scorgere un gran bel fiume. Dall’unione di quelle due montagne, un bel giorno nacque un guerriero perplesso, a cui invecchiando crebbe una folta barba grigia, per la sua felicità. Ma ritorniamo alle montagne: il cielo della montagna terrosa, infatti, era in realtà un grande libro volante, che cercava insistentemente di schiacciare un moscerino scappato da una rosa rossa nata da una squadretta su cui, allegramente, viaggiava una macchina giocattolo. Nel frattempo l’incendio continuava inesorabile a bruciare strada e foglia, coinvolgendo un povero bimbo indifeso che, scottato il sederino sulla brace, fece un salto enorme iniziando a sputare fumo dalla bocca. E questo bambino era tanto strano! Indossava un cappello a forma di uovo fritto, su cui stava una buccia di banana che in realtà era un uomo intento a fare la danza della pioggia. Fu così quindi che iniziò a piovere, fra fulmini e saette in cui si nascondeva un dio concentrato nella meditazione, seduto su di un grande scatolone. Peccato per lui che era così assorto, forse si sarebbe accorto della nascita di una bocca a forma di cuore, lì fra i fulmini, una bocca da cui partiva un quadrifoglio dietro al quale si nascondeva un teschio tanto stupito dal suo essere malefico. Ma ecco che, poco più in là, spuntarono un paio di corna a forma di luna… erano le corna di un toro tutto giallo, col corpo formato da un panino. Povero toro… un pesce lì intorno, purtroppo, si era avvicinato affamato, e senza pensarci nemmeno un secondo aprì la bocca per addentarlo! Purtroppo per lui dava le spalle alla parte sbagliata, e non si accorse che di lì a un attimo sarebbe stato schiacciato inesorabilmente da una scarpa con la suola a forma di scream… ma nessuno in realtà sapeva che quella scarpa era una pianta nata in un vaso conficcato nel pesce in agonia (su cui peraltro stava una barca). Tutto questo trasformarsi, indusse un albero a nascere in fretta fra il pesce e la scarpa… ed eccolo lì, in due secondi, con la folta chioma che lentamente si trasformava in un limpido lago. Intanto fra fiamme, tuoni, pioggia e sole, si erano appostati altri tre uomini: uno (che stava in piedi addormentato su sé stesso) era tutto vestito di blu, con un cappello in testa; il secondo era in preda a una crisi di panico per via di un pipistrello che si era attaccato saldamente ai suoi capelli; l’ultimo, impassibile di fronte a tutto ciò che gli accadeva intorno, cercava incoscientemente di ingoiare la terra. Mentre le fiamme si calmavano un po’ grazie alla pioggia, dietro di esse fece capolino un palazzo-telecomando, dotato di due maestose corna ricurve: una di quelle due corna, era in realtà il ciuffo di un uomo che aveva al posto della bocca un guscio di tartaruga, la quale tartaruga si era casualmente ritrovata in mezzo a un’orgia con altri cinque animali che erano stati creati dai fulmini del temporale. La seconda delle corna, passò invece dietro un animale che ne restò un po’ triste e un po’ arrabbiato, che decise così di mettersi d’accordo con un suo vicino: all’arrivo del corno, infatti, l’uomo-foglia (il vicino, per l’appunto) gli sferrò un potente pugno, facendolo andare a fondersi con un jolly che si trovava lì vicino. Questo jolly era antipatico a tutti, perché era sempre triste o arrabbiato… l’unico con cui andava d’accordo era un tipo lì vicino sempre allegro, che però ogni tanto si trasformava in un pascià capriccioso; a suggellare la loro amicizia era la mano del pascià, stretta addosso al jolly al posto di un bottone della maglia o di un pon-pon del cappello. Solo una cosa però disperava tanto il pascià: sotto di lui stava una ruota gialla che lui desiderava tanto, ma che purtroppo era di proprietà di un piccolo criceto che ci correva sopra giorno e notte, producendo fastidiosi cigolii. Intanto, di sotto, il terremoto aveva fatto anche qualcosa di buono, come creare nuovi esseri viventi: una specie di furetto disperso nel cielo e un gatto rosso tenuto in braccio da una donna che viene puntato da un’enorme talpa tricolore. In più lì intorno bazzicava un drago-arcobaleno, che però in realtà era un’oca-regina che indossava una splendida corona arancione. Fra la coda del drago e l’ala dell’oca si generò ben presto una farfalla che aveva delle antenne fuse a un cappello-campana uscito fuori da un corno di battaglia a cui si stava avvicinando l’ennesimo pesciolino della storia… ma tutto ciò in realtà era solo la faccia di un topolino dotato di lunghissimi baffi! Intanto fra il dorso dell’oca e la pancia del drago era nata una triste radice, che era anche un polipo felice di aver dato vita (attraverso i tentacoli) a un cane su due zampe, un pinguino rosso, una talpa curiosa, un gabbiano col sottile becco all’insù, e uno strano serpente (che aveva avuto dal triangolo con l'oca-regina e il drago-arcobaleno) che però era morto durante il parto. Proprio in quel momento, il drago decise che doveva fare i suoi bisogni, che consistevano in un’enorme banana che un serpente zannuto si apprestò a mangiare. Ma in realtà la banana era anche il becco di un uccello verde, o anche il cappello di uno strano alieno perplesso. E insomma, su questo essere che non si sapeva bene cosa fosse, c’era un ciclista che scendeva dalla collina recintata, seguito da un nuvolone grigio che in realtà era la barba di un tipo losco che aveva gli occhi formati dal sellino e dal manubrio della bicicletta sulla collina. Il busto dell’uomo era anche però un berretto da postino, e un fiore carnivoro retto da una sagoma rosa… in più, era circondato da una grossa fune legata ben stretta, perché l’uomo era un assassino. Lì accanto c’era suo figlio, tanto triste per avere un padre del genere, che si soffiava il naso pensando a quanto fosse bella e saggia la luna… finchè un bel giorno essa non divenne parte dei suoi baffi, rendendolo così un uomo saggio e felice. Intanto lì attorno girovagava il fantasma dell’uomo-trottola, immerso nel dolore e in compagnia solo del suo yo-yo. Finchè lo yo-yo finalmente non divenne parte di uno squalo che addentò immediatamente il fantasma, rendendogli finalmente un po’ di pace e compagnia. Ma nessuno in tutto questo si era accorto che dai piedi dell’assassino, dalle foglie del fiore carnivoro, dal corpo del fantasma e dello squalo… si era creato un uomo barbuto che assisteva sbalordito a quel caos che era il mondo, cercando di capire, invano, cosa stesse succedendo. 4/18/2009 Like a rolling stone! :)Un venerd'ì 17 stupendo... il più bello della mia vita, direi. Devo ammettere che questo numero inizia a piacermi non poco, in tutte le sue sfaccettature e soluzioni!
Stasera ho visto un mito della musica dal vivo, l'ho visto credo per non rivederlo mai più. Sapere di essere lì, nello stesso luogo di Bob Dylan è stupendo, impagabile. Vederlo suonare e sentirlo cantare, ininterrottamente, serenamente. Ecco, serenità: è questo che mi ha trasmesso stasera.
E' apparso lì, in due secondi, senza avvertimenti come luci che si spengono o che cambiano, senza preavviso nella gente... è arrivato come un regalo inaspettato. E stare lì ad usare la sedia come una batteria, a cercare di distinguere i suoni dei vari strumenti in quel susseguirsi omogeneo di note, come se scomporle potesse illuminare meglio la magia di quelle canzoni. Tra l'altro c'è un'altra cosa che rende unico un suo concerto: lì si va per ascoltare. Non canti, anche se sai le parole. Stai semplicemente lì a stupirti di certi passaggi che hai già sentito ma che ti sembra di ascoltare realmente per la prima volta. Meno di due ore di musica, ma sono stati minuti intensi, vissuti, assaporati come un cibo unico che ti porgono su un piatto d'argento. Peccato solo per il divieto assoluto di fare foto, un souvenir in questo caso ci voleva proprio... Ma l'importante comunque è esserci stata, lì sul momento, in quel vortice dolce e scatenato allo stesso tempo. Sentire la musica partire da un livello decisamente basso, per poi accorgersi a metà concerto che è diventato alto, un tutt'uno con il luogo tutto intorno. E poi, puff... così come è magicamente è arivato, è sparito in un soffio, senza avvertimenti se non quello dell'inchino finale. E io che ero convinta che facesse i bis, che sarebbe uscito di nuovo, che finchè non si riaccendevano le luci non era finito... nemmeno quando le luci si sono accese e sono salite le persone a smontare il palco volevo crederci, per me era assolutamente impensabile che se ne andasse così.
E forse è anche questo a rendere così magica e unica questa persona, nella sua imprevedibilità.
Semplicemente unico. 3/26/2009 Presenti e AssentiDi recente ho comprato l'ultimo album di Renato Zero. Vorrei specificare che non ho mai ascoltato la sua musica prima d'ora, a parte qualche eccezione (ovvero il cd che ha registrato con Mina) perchè lo ascoltava sempre mia madre quando io ero piccola. Ora è parecchio che non lo mette su, comunque...
Qualcuno è rimasto stupito dal fatto che io abbia comprato un suo cd, dicono che non sono "tipa da Renato", si accaniscono nell'affermare che non è normale che io di punto in bianco abbia voglia di ascoltare la sua musica. Io non li riesco a capire questi commenti. Non mi danno fastidio, sia chiaro... però rimangono oscuri per me. Mi chiedo se c'è un modo di essere che si può riportare o meno ad un certo cantante, mi chiedo se una persona debba avere sempre lo stesso giudizio e gusto in ogni momento della propria vita. E' vero, la musica di Renato Zero non è quella che si possa definire "il mio genere", però credo che ci siano vari momenti, stati d'animo e opinioni che possono condizionare certe preferenze.
Io so solo che questo è un periodo molto importante della mia vita: mi sto definendo, sto trovando la mia strada e quelli che per ora sono i miei obiettivi. E in questo momento sento che Renato Zero mi può aiutare in qualche risvolto delle mie giornate. Non che da un momento all'altro sia diventata un "sorcino" (ho sentito dire che i suoi fan li chiamano così), ma ho voglia di scoprire il personaggio e i suoi pensieri.
Ammetto che uno dei motivi che mi ha spinta a comprare "Presente" (per l'appunto il suo nuovo cd, e riconosco che il titolo ha impatto) è stato che in una delle canzoni dell'album parla del movimento studentesco contro la "riforma" Gelmini... ma devo dire che dopo aver ascoltato e riascoltato il cd, quella è la canzone che meno mi piace... anche perchè non concordo pienamente con quello che dice. Anzi, mi correggo: non è che mi piace meno, non mi piace proprio!
Le altre invece mi piacciono, anche nella loro "monotonia" (come la chiamo io). "Monotonia" forse perchè non sono abituata a questo tipo di musica; "monotonia" perchè a primo impatto sembrano tutte uguali, ma (come succede spesso con ogni canzone), in realtà ci sono molte sfumature fra l'una e l'altra, rendendole ben definite ma allo stesso tempo unite da un unico filone: come succede quando si fa una lunghissima sfumatura dal bianco al nero. Insomma, adesso sono qui che ascolto "Ambulante" o "L'ormonauta" cercando di capire cosa possa pensare lui del mondo, e la cosa mi diverte!
Una cosa mi ha lasciata perplessa (che tra l'altro con Renato Zero non c'entra molto): mentre lui si produce il suo primo disco da solo, il mio adorato cantante preferito (ovvero Ligabue, per chi non lo avesse ancora capito), per la prima volta lascia che il lavoro di produzione sia interamente affidato a terzi. E' un caso? Oppure il mondo ha deciso di ribaltarsi e confondere qualche idea solo per dispetto?
Bene, e dopo questi chiarimenti mi sento un pochino meglio. Adesso lascio il blog alla sua solitudine accogliente, con l'introduzione che questo tale Renato Zero ha scritto nel suo ultimo cd... bye bye!
E' bello poter dire: PRESENTE ! Scandirlo. Farlo arrivare agli scettici.
A qualche stanco condomino di questo sempre meno accattivante "stabile".
Perchè "Presente" fa rumore. Irrita. Accende la curiosità e stimola alla lotta e pure alla riscossa!
Il mio primo "Presente" fu debole e cagionevole, tant'è che si vide costretto a ricorrere a un po' di belletto,
per ottenere una certa considerazione.
Ma oggi....
Sono qui senz'alibi, perchè forse non ne ho mai avuto bisogno.
E' stata la "voglia" a muovermi a farmi diventre coraggioso e tenace.
Di quella voglia che mi ha permesso di entrarvi dentro con dolcezza e disperazione.
Di mostrarvi il mio amore in tutta la sua chiacchierata trasversalità.
Eccoci ancora noi. Quelli che hanno voglia di spartirsi un'emozione alla faccia del tempo che passa
e non ha il coraggio d'intonarsi.
Perchè forse lui stesso ha paura d'invecchiare e quindi di non riuscire ad impressionarci più.
Entrate pure in questa mia nuova casa.
Sono 17 stanze ben arredate. Esposte a mezziogiorno.
A sud di un mare di speranza ed a est di una montagna di programmi da sviluppare.
Abbiamo sempre fatto così. Non ci siamo fermati. Qualcuno dirà che abbiamo immaginato tutto.
Che furono solo sogni. E meno male che ce li siamo potuti permettere.
Oggi, i sogni costano e spesso sono solo "falsi d'autore".
Che abbiamo giocato è vero.
Immaginandoci un mondo che non avremmo sicuramente mai potuto vivere.
Ma una cosa è certa: non solo non siam stanchi d'immaginare.... ma abbiamo ancora quella
sfrontatezza di gridare a piena voce:
PRESENTE !!!!!
(di Renato Zero) 3/22/2009 Ska-PEcco perchè amo andare ai concerti: perchè anche se non so le canzoni mi faccio prendere dal ritmo, perchè anche se non so le parole le improvviso in uno spagnolo italianizzato, perchè anche se non so la melodia ci ficco dentro un assolo a voce montato sul momento che anche se stono chissenefrega. Ecco perchè: perchè prima di andare sento l'adrenalina salire a poco a poco, perchè quando entro non sembra mai raggiungere il massimo, perchè vedere la gente che poga sotto di me è decisamente affascinante. Eccoli i miei motivi: perchè cantare Bella Ciao a un concerto non è cosa da tutti i giorni, perchè urlare a tutta voce insieme a non so quante altre persone emozionate al tuo stesso modo che Berlusconi è un pezzo di merda veramente è appagante, perchè uscire dal Palalottomatica con la gola secca e le articolazioni a pezzi mi fa sentire realizzata. Senza contare le canzoni, che con gli Ska-P, sicuri che si sta a posto. Potranno anche non piacere a qualcuno (musicalmente parlando), ma metto la mano sul fuoco che chiunque veda un loro concerto rimane come minimo sbalordito ed emozionato.
E quindi, ancora una volta, la musica ha fatto il proprio dovere... adesso può anche andarsi a riposare fino al prossimo giro, che tanto la vado a risvegliare io quand'è il momento!
E grazie a questo gruppo meraviglioso, che con la loro allegria e vitalità mi hanno reso unica questa serata! Grazie di cuore! :) 3/14/2009 Cercandoti nella notte, fra le strade affollateAscolto l'ultima canzone della serata, sto per andare a dormire. La nostalgia e la tristezza mi pervadono tutto il corpo, rendendomi impossibile ogni ragionamento logico. Senza nemmeno sapere bene cosa sto facendo, metto la giacca ed esco di casa. Fuori fa freddo, e per una volta sono felice di sentirmelo addosso: mi sento sollevata nel sentire l'aria arrivarmi in faccia, passare da ogni fessura dei vestiti, fino ad arrivare alle ossa e ai legamenti. L'ipod è acceso, a tenermi compagnia. Per strada c'è gente... ma perchè non se ne tornano tutti in casa? Io vorrei solo un po' di tranquillità, l'unica persona che potrei accettare intorno a me sei tu. Percorro le strade che più mi piacciono, quelle che ho fatto per così tanti giorni con qualche vecchio amico qualche anno fa. Passo per il Pantheon, per piazza Venezia, per piazza Navona... e tutte quelle altre stradine e vicoli che non so nemmeno che nome abbiano. Penso a te. Entro nella speranza surreale di incontrarti per le strade notturne di una Roma troppo agitata per i miei gusti difficili. Pondero seriamente l'idea di prendere l'autobus per casa tua e aspettarti lì sotto finchè non ti vedo. Mi chiedo come potrei mai spiegarti una situazione del genere, e mentre guardo la soffice sfumatura giallognola della luna mi ricordo di una canzone d'amicizia profonda... ma non sono sicura che sia il caso nostro. Mi fermo a largo Argentina per girare e fumare una sigaretta. La gente scorre davanti a me, ma io non ho il coraggio di alzare gli occhi e guardarli in faccia. Il mio sguardo è fisso ai miei piedi, sull'asfalto pieno di cicche e polvere e sputi. Riprendo a camminare, cercandoti in mezzo a tutto quell'ammasso di esseri anonimi. Entro talmente tanto nell'idea di incontrarti, che inizio a vederti dappertutto. Ti vedo in ogni macchina che mi passa accanto, su ogni motorino, su ogni moto... persino negli autobus e nei taxi. Ti vedo in ogni viso, ogni schiena, ogni gamba. Ti vedo in uomini senza volto, in un bambino che cammina accanto al padre, persino in una donna bionda dall'altro lato della strada. Tu non ci sei, ovviamente... e probabilmente non ci sarai mai. La mia stupida mente si rifiuta di concepire l'idea che tu non sia qui, in queste stesse strade che io sto calpestando da tempo. Le voci dei turisti stranieri che cantano ubriachi per le strade si accavallano alle canzoni che si susseguono lentamente nel mio ipod. Nelle mie orecchie solo i brani di Luciano... è l'unico che in questi momenti riesce a farmi riflettere, è l'unico che ha sempre qualche piccola parola per confortarmi... qualsiasi canzone lui mi possa proporre. Forse perchè quasi tutte hanno un velo di malinconia... Ogni tanto sento gli occhi velarsi leggermente a contatto con i miei pensieri, ma sulla mia faccia non scorre alcuna lacrima: la mia non è tristezza, è solo misera rassegnazione mischiata ad un atto di pura follia. Do distrattamente un calcio a un pacchetto di sigarette vuoto, osservandone i movimenti secchi. Cerco delle strade meno affollate, capito sotto case di vecchi amici che non vedo da mesi, entro in vicoli che non ho mai visto, giro ad ogni bivio evitando la strada di casa: ogni scusa è buona per rimanere in giro. Inizio ad accorgermi del mal di testa che mi perseguita ormai da un'ora mentre imbocco inconsapevolmente nello slargo di casa mia. Vedo una strada davanti a me, tentata di prenderla ed allungare ancora un po' quell'attimo di soffocata libertà... quell'attimo di speranza illusoria che mi permette di vederti in tutto ciò che mi circonda, quando in realtà sei presente solo nella mia mente subdola. Ma cosa spero di concludere? Cosa mi aspetto? E' inutile continuare a girare a vuoto, l'unica possibile soluzione è quella di venire a casa tua... ma non credo sia una buona idea. Attraverso la strada il più lentamente possibile, passando davanti alla porta aperta della guardiola dei carabinieri. Faccio un ultimo, debole pensierino alla tua casa accogliente che non è poi tanto distante dalla mia. Mi do dell'idiota da sola e scrollo le spalle, buttando via ogni possibile iniziativa. Apro con tutta la lentezza e l'angoscia possibili il portone di casa, lasciandomi alle spalle quell'attimo di pura follia, dicendomi testardamente che forse un altro giorno andrà meglio... esattamente come l'ultima volta. 3/13/2009 Buon compleanno Liga!Oggi è il tuo compleanno.
Lo so, non c'è bisogno che te lo ricordi io... penso che tu sappia da solo che oggi compi 49 anni.
Stamattina quando mi sono svegliata, il mio primo pensiero era indirizzato a te per farti almeno mentalmente gli auguri. In fondo... chissà se ti arriva il mio pensiero!
Anche la prima frase della giornata è stata per te, a specificare a mia madre "Oggi è il compleanno di Luciano, fagli gli auguri". Anche quelli di Radio 2 ti hanno fatto gli auguri, non me lo aspettavo!
Oggi mi sono vestita da concerto, per sentirmi un po' più vicina a quando ti vedrò ad Amsterdam, irrimediabilmente con le cuffiette dell'ipod nelle orecchie ad ascoltare quel tuo meraviglioso repertorio di canzoni. E' stata incisiva "Si viene e si va" su questa giornata, me l'ha resa nettamente migliore.
Sì, insomma, sto scrivendo un mucchio di stronzate senza significato. In realtà avrei dovuto scrivere quest'intervento ieri sera, ma per una cosa e l'altra non ce l'ho fatta, e adesso non è proprio il momento adatto, per la vitalità che ho.
Poi passano un po' di pensieri brutti per la testa, tipo il fatto che hai 49 anni (e cioè il triplo dei miei), e che forse non potrò vedere i tuoi concerti per tutta la durata della mia vita... e, sì, è un pensiero di merda da fare il giorno del tuo compleanno, ma non posso controllare i miei pensieri... vanno liberi, fuori da ogni logica.
E poi ho scoperto che da giugno probabilmente non vedrò mai più "il mio uomo"... ma comunque non c'entra niente con te, adesso.
Ora sono solo tanti auguri esclusivamente per te, spero che passerai anche quest'altro anno insieme a noi, a modo tuo!
Ti voglio bene Luciano, sempre a modo mio... buon compleanno!
Che tu possa sempre essere felice come lo sembri in questa fotografia! :) 3/11/2009 Noi abbiamo un portachitarre pieno!Ho passato due giorni tremendi, a riflettere seriamente su un paio di cose che mi circondano da tempo. Ovviamente non ho risolto nulla, a parte danneggiare ulteriormente la mia sanità mentale. Però adesso sto meglio. Non ho idea di cosa sia successo da ristabilizzarmi così, ma in questo momento mi sento in forma. Forse è la vicinanza di una certa persona, forse il fatto di aver iniziato anatomia in pittoriche... so solo che in questo momento sento aria di cambiamento, ed ha proprio un buon profumo!
E poi finalmente sono riuscita a recuperare la tastiera che io e mio fratello suonavamo quando eravamo piccoli. Me la ricordavo un giocattolo, e invece devo dire che è abbastanza buona (è piccolina, ma della Casio), e si presta perfettamente al mio scopo, ovvero suonicchiare per mantenere decentemente stabile il mio equilibrio psico-fisico.
Insomma sto bene.
Anche perchè, come ha detto il mio maestro di chitarra... noi abbiamo un portachitarre pieno!
3/2/2009 LeggeraSono soddisfatta, per il momento.
Ho passato un bel venerdì sera. Fra vino, cibo, balli di gruppo, torte in faccia, vino sulle giacche, calci nelle palle, birre nei pub e giri in macchina. Per una volta, ancora, ho toccato quella leggerezza che Luciano cita con tanta forza in una sua grande canzone.
Ho passato una bella domenica pomeriggio. Sono uscita da Roma per qualche partita a biliardo e biliardino. Ho conosciuto il classico Mario dei bar, che ci voleva fare la multa di cinque euro per aver fumato nella sala giochi, e che mi ha guardata male quando ho tirato fuori una banconota da venti per pagare un paio di tronky. Sì, proprio il Mario di Luciano, quello che ti risponde incazzato e che gioca con te perchè sei giovane. Quello che ha la faccia di uno che ne ha passate tante, quello che ti osserva giocare a biliardo con la paura che gli spacchi il tappetino verde. Quello che se gli chiedi qualcosa non ti chiede di aspettare un attimo, ma serio e in silenzio, con la faccia di uno che potrebbe ucciderti da un momento all'altro, ti alza due dita in un muto ordine di aspettare due minuti. E tu sai che quelli saranno proprio due minuti. Non uno di più, non uno di meno.
Ho montato il portachitarre. Ci ho provato tre volte, ma alla fine ho dovuto aspettare il mio maestro di chitarra... che ovviamente mi ha dato dell'incapace non appena ha visto cosa avevo combinato! Adesso le chitarre sono lì, in fila, pronte per l'uso ad ogni evenienza e capriccio della sottoscritta.
Ho iniziato a costruire concretamente la mia chitarra. La scorsa lezione ho iniziato a incidere la tastiera in palissandro per fare i tasti, e non vedo l'ora di poter continuare l'opera. Finalmente quello strumento inizia a delinearsi pù concretamente in un luogo che non sia solo la mia mente insulsa.
Ho ricevuto a casa i biglietti per il concerto di Amsterdam, incrementando la certezza che avrò la mia dose di Paradiso non troppo tardi. Una certezza che via via che il tempo passa si fa sempre più nitida, vicina ed emozionante.
Ho preso il mio primo sette in geometrico, proprio oggi. E' stato appagante, sul serio. Dopo due anni passati a sentirsi dire di avere un tratto orrendo è una bella soddisfazione, senza dubbio. Peccato che quel sette sia solo un voto solitario, e non una scritta nera su bianco fra i voti in pagella... ma a questo posso rimediare durante questi tre mesi e mezzo.
Adesso non mi resta che decidermi ad andare per bar a chiedere se mi prendono a lavorare il sabato sera. Lo so, era l'obiettivo di mesi fa, ma per un motivo e per l'altro non sono più riuscita a metterlo in pratica. Ma direi che anche a questo posso rimediare. Mi serve solo un po' di coraggio e qualche buon'anima che mi accompagni, perchè io da sola non ci vado nemmeno col pensiero.
Intanto iniziano a farsi più chiare le mie idee sulla vita e l'universo. Spero solo che rimangano idee e che non diventino pericolose... per il bene dell'umanità!
Adesso dovrei concentrarmi su un paio di cose da scrivere a cui tengo molto, ma per ora lascio correre... ho ancora la mia leggerezza da inseguire, prima di farmela appesantire da tutti questi pensieri. E' qui, la sento... la devo solo acchiappare!
...e ti senti il diritto di sentirti leggero... 2/25/2009 diciassetteE così è passato un altro anno... da oggi inizio il mio diciottesimo anno di vita! Che poi equivale a compiere diciassette anni, ma tutto ciò non ha importanza. Quello che importa è che questo è il mio ultimo anno da minorenne, e per forza di cose dovrà essere un anno speciale. Questo è l'ultimo anno di sana (come sottolinea la mia vecchia prof di matematica) irresponsabilità... ho esattamente trecentosessantacinque giorni per godermi la mia spensieratezza senza dover rispondere in prima persona di quello che faccio. Non che io voglia mettere nei casini i miei genitori, ma è pur vero che se certe cose non si fanno adesso non si fanno più! Quindi sarà un anno all'insegna del cazzeggio, dell'alcool, del fumo, della musica, delle feste e di tutte le altre "stronzate" che possono rientrare nella categoria di una vita spensierata. Insomma, come ha detto Silvia, è il nostro ultimo anno di libertà, e io ho intenzione di godermelo in tutte le sfaccettature! Poi non si sa quanto saremo liberi e felici e spensierati quando saremo maggiorenni. Probabilmente non cambierà niente in sostanza, ma di certo c'è che le responsabilità ricadranno tutte sui diretti interessati.
Direi comunque che siamo partiti bene. Mi sono divertita stanotte, è stata una bella serata... e devo ringraziare chi c'era. A parte qualche scazzo che come avrete capito ho tutti gli anni intorno al mio compleanno, direi che è stata un'ottima nottata. E io che posso fare, se non sperare di poterne vivere non dico altre 365, ma almeno un centinaio ci stanno... o no?
E comunque, bisogna dirlo: bere il vino la mattina alle 7 e poi andare a scuola con la giusta quantità di sbronza, non ha prezzo. Direi che era una cosa che dovevo provare almeno una volta nella vita, e non escludo che non ricapiterà!
Grazie a chiunque mi abbia fatto gli auguri, anche solo con il pensiero!
Adesso scusatemi, ma la mia vita da diciassettenne mi chiama... vedrò di ritornare un'altra volta. Per ora solo...
Hasta la vista! =) 2/17/2009 Punto della situazioneAdesso, mentre ascolto certi passaggi di pianoforte, capisco perchè da bambina avevo deciso di imparare a suonarlo. Non capisco però perchè ho lasciato la cosa a metà... forse ero troppo piccola per un impegno così grande. E anche se adesso sono un po' più grande (ma nell'insieme in fin dei conti ancora piccola) non me la sento di prendere quest'impegno. Però mi chiedo perchè in musica sia dovuta arrivare proprio la chitarra. Non è lo strumento che volevo suonare, non è quello che mi immagino da sempre. Il mio sogno era sempre stato la batteria. Quando mi chiedevano cosa volevo fare da grande (parlo di quando avevo 7 anni, o giù di lì) rispondevo "IL batterista", senza alcun ripensamento. IL batterista, perchè ero decisamente un maschiaccio. IL batterista perchè "la" batterista mi suonava malissimo. Adesso invece mi sembra non ci sia alcuna differenza...
Ho sempre preso in giro chi mi diceva che non iniziava a suonare uno strumento perchè era "troppo tardi", e adesso invece inizio a capire quella sensazione... Non che sia mai tardi per nulla, di tempo davanti in prospettiva ce n'è sempre. E' proprio la sensazione, che fa pensare che sia troppo tardi... è come aver perso un'occasione che ti era capitata al volo.
Sono sempre stata una di quelle persone che di solito capiscono da subito cosa gli piace e cosa no, e il tempo più spesso del normale mi ha dato ragione. Ma con la chitarra no, lei è fuori da ogni regola. Quando ho iniziato mi stava indifferente. E' strano pensare alla chitarra in questi termini, ma adesso che ci penso è proprio così che è andata. Sono partita per provare, per curiosità (come sempre)... e poi è stato un lento processo di innamoramento. Se mi sforzo riesco ancora a ricordare cosa significava non averne bisogno, cosa significava non avere nostalgia delle lezioni durante l'estate, cosa significava guardarsi la mano sinistra stupita nel trovare la pelle delle dita "rovinata" per lasciar posto ai calli. Adesso invece se mi ritrovo a non suonare per troppo tempo e i calli spariscono, è come se non ci fosse più una parte di me. E in effetti questo è parecchio che non succede.
E' buffo ripensare alla chitarra... mi ricordo ancora ogni particolare della mia prima lezione, non ho rimosso quasi nulla. E' buffo pensare a quanto mi risultasse difficile i primi giorni coordinare le dita della mano destra, e poi quelle della sinistra, e poi coordinare il movimento delle mani in un unico gesto. Mi ricordo ancora che accordi utilizzavo nei primi esercizi di arpeggio...
Certe volte mi stupisco della mia memoria. Riesco a ricordare scene di secoli fa ricche di particolari, e poi capita che non riesca a ricordarmi cosa ho fatto ieri. Forse sono solo io che con il tempo ho smesso di far caso ai particolari, anche se l'idea non mi va troppo a genio.
Però se si potesse cambierei volentieri alcuni ricordi che ho, con altri che ho lasciato lungo la strada. Per esempio non riesco a ricordare cosa provavo da piccola a stare ancorata al petto di mio padre, che era grande quasi quanto tutto il mio corpo. Adesso ci vorrebbe un gigante, per sentire cosa significa...
Beh, sì, adesso mi sto lasciando prendere un po' troppo dai ricordi. Sarebbe ora di finirla, anche se pensarci è confortevole.
In questi giorni mi sono "cazzeggiantemente innamorata". Come spiegare il significato di questo termine? E' un amore (chiamato così solo per esaltazione) molto semplice, che si ferma alla superficie delle persone, che non fa stare male, ma dà solo un gran senso di dolcezza e spensieratezza. Mi ci voleva proprio. Era troppo tempo che guardavo in questa direzione con troppa serietà, troppo tempo che pensavo sempre alla stessa persona chiudendo fuori ogni altro ragazzo dell'umanità. Adesso invece mi ritrovo a pensare addirittura a due persone (oltre alla solita). Ed è bello andare a scuola col pensiero di poter vedere quel ragazzo di cui non so nemmeno il nome, nemmeno la classe, nemmeno l'età... è bello poter spiare tra la folla per vedere cosa fa e attraverso i suoi gesti provare a immaginare che tipo di persona possa essere. E' bello provare un tuffo al cuore ogni volta che me lo vedo passare davanti mentre salgo le scale di scuola. Ma mentre questo è inavvicinabile in quanto non so nulla di lui e non conosco nessuno che lo conosca, l'altro in qualche modo è un po' più raggiungibile. Sì, insomma, teoricamente dovrei sapere anche il nome perchè ci siamo presentati. E lo saprei il nome, se non fosse per la mia memoria che da qualche anno a questa parte sta facendo un po' troppi capricci. E ovviamente, col carattere difficile che mi ritrovo, non ho nemmeno voglia di richiederglielo. Teoricamente avrei anche molti spunti per "attaccare bottone", avrei molti argomenti su cui girare intorno. Ma sempre a causa del maledetto carattere, preferisco lasciare le cose al caso. In fin dei conti si tratta "solo" di amore cazzeggiante, e se non prendo questo con leggerezza...!
A scuola invece è strano. Mi ritrovo a studiare materie mai fatte prima, come storia. E solo ora mi rendo conto di quanto sono ignorante su quel fronte: non so proprio niente! E mentre mi dedico a tali lacune, lascio totalmente da parte materie in cui sono sempre andata bene come matematica e scienze. In più ci si mette il blocco della didattica col recupero delle insufficienze. Dovrei infatti studiare fisica, per esempio. Cioè, io razionalmente l'ho capito che dovrei recuperare l'insufficienza entro il 28 febbraio, solo che ci dev'essere qualcosa che non va, visto che è un mese che non seguo le lezioni e che mi faccio cogliere impreparata senza battere ciglio. Bah, i misteri della vita...
Insomma, ho fatto questo punto della situazione per mettermi un po' di chiarezza e per pura voglia di scrivere. Adesso mi girerò una sigaretta e dopo averla fumata potrò anche tornare alle solite vicende della vita... Non prima, però, di aver rivisto per l'ennesima volta questo video stupendo:
2/10/2009 ParadisoEcco, appunto, Luciano riesce sempre a salvarmi. Giusto perchè è stata una giornata di merda, Luciano arriva sempre al momento giusto. Forse mi sono sbagliata, forse la musica non se ne stà lì, forse ero io che non guardavo bene.
Quando ho aperto Ligachannel e mi sono trovata la notizia delle 4 date in Europa mi stava prendendo un infarto! E giù subito a scorrere, e a trovare scritto "Paradiso", proprio come un paradiso vero. E allora giù a valanga ecco che arrivano i ricordi, le emozioni, le sensazioni. Ecco che in un attimo mi ritrovo in un vortice impossibile da descrivere, al cui interno c'è tutto: la rabbia per la lontananza, la speranza accesa, la felicità della sfida, l'incertezza del dubbio... E poi ancora tutti i problemi e le soluzioni, e l'unica parola che mi martella nella mente è "Paradiso". Poi c'è lo sfogo, perchè tenersi tutto dentro è davvero troppo. E allora ecco che spalanco la porta e urlo con tutta la voce "LUCIANO TORNA IN EUROPA!", e a quel punto... mia madre che non mi si fila di pezza. Questa cosa ha fatto parecchio male, avrei preferito che mi dicesse qualcosa tipo "non ti aspetterai che ti ci porti?" o "L'anno scorso non ti è bastato?" oppure ancora "C'è la crisi, non possiamo buttare i soldi così!". No, niente di tutto ciò. Mi è ritornato addosso solo il silenzio lugubre della casa. Fortuna che c'è mio padre! Fortuna che un po' di speranza rimane, anche se non voglio illudermi. Bah, tutte balle, tanto ormai mi sono già illusa... spero solo che le mie aspettative non crollino fra qualche giorno. Ormai non posso fare altro che mettermi l'anima in pace ed attendere una risposta. Ma dico, uno come fa a non illudersi con la frase "Ci farò un pensierino"? E' matematico che io ci creda, fa parte della mia natura!
Ma i ricordi... quelli sono impagabili. E pure oltre il concerto... quanto mi è piaciuta Amsterdam... è proprio la mia città, è scritto nel destino. Mi calza a pennello, è come un paio di scarpe comode dopo mesi passati a piedi nudi sui sassi!
Va bene, è un paragone del cazzo, però è il più calzante! Giuro!
Adesso mi rimane solo l'attesa, la parte più dura.
Comunque vada, giuro che tengo botta.
Certo però che tenere botta con la certezza di un giorno di Paradiso sarebbe più facile.
Ma comunque tengo botta, promesso.
Mi impegno.
Adesso provo a riordinare la mente, sto troppo allucinata per concludere altro.
Buonanotte a chiunque abbia letto, spero di tornare a scrivere presto una bella notizia! *___* come ogni annoMa perchè in questo periodo succede sempre così?
Non ci credo che sta succedendo di nuovo... sono sei anni che questo periodo non mi lascia stare, non ne posso più!
Parto sempre l'anno con buone intenzioni, con un sacco di energie, con un ottimismo spropositato... e poi puntualmente arrivo sempre al momento in cui non voglio fare più niente, solo sdraiarmi nel mio letto e non muovermi più. Arrivo sempre al momento in cui ogni cosa diventa una tragedia, in cui basta un alito di vento a buttarmi a terra. E il "bello" è che tutte le volte dico che quest'anno non mi frega, che sono riuscita a trovare un equilibrio, che sarà un po' dura ma riuscirò a rimanere in piedi, che continuerò a tenere botta...
Possibile che debba essere così tutti i maledettissimi anni?
E poi ancora non trovo la soluzione, è come se a un certo punto il mio organismo decidesse di smettere di collaborare. Vorrei solo poter staccare la spina per un po'...
Non lo sopporto questo mondo. Non l'ho mai sopportato, ma ora è ancora peggio... sembra che ogni mia scelta non sia mai adeguata, e quello che spero continua a non arrivare mai. Cazzo, sono quattro anni che è tutto così odiosamente fermo...!
Nemmeno la musica riesce ad aiutarmi... Se ne sta lì, come se fosse tutto a posto, come se non avessi bisogno di lei... Maledetta, mi lascia sempre da sola a metà percorso... 1/26/2009 InsonniaNon riesco a dormire, ci sono un po' di pensieri che mi tengono sveglia. L'ho sempre detto che pensare fa male, e io non riesco a farne a meno.
Questo periodo è un po' così... ho troppe idee per la testa, non riesco a capire nemmeno io fino a che punto rimangono idee, e quand'è che si trasformano in convinzioni.
Ho troppe cose a cui pensare. Forse dovrei tagliare qualcosa, ma come posso farlo?
Sento i 18 anni vicini... più vicini di quanto in realtà sono. Sento vicino il momento di indipendenza, il momento in cui avrò uno svolgimento della vita solo mio.
Sono cambiata. Per l'ennesima volta.
Non riesco a starmi dietro nemmeno io.
E' come se non credessi più in niente e allo stesso tempo in tutto. Voglio cercare di far parlare solo l'istinto. Ho deciso di strafregarmene, come si suol dire. Stile Montale però, non per menefreghismo.
Ok, sono diventata incomprensibile.
Tanto ci ho rinunciato a farmi capire, non riesco mai a rendere chiaro niente. Lasciatemi pure parlare a vanvera, tanto queste parole servono più a me per mettermi in chiaro un paio di cose, che a qualsiasi altra persona.
Probabilmente qualcuno che legge tutto ciò riconosce solo tante parole insensate una dietro l'altra... ma io è solo così che riesco a capirmi.
E' un periodo un po' pesante, per certi versi. Inizio a rendermi conto che quasi nessuno in questo mondo riesce a infondere coraggio alle persone. Nemmeno i genitori. Nemmeno gli amici. Come si fa a costruire qualcosa mentre c'è sempre qualcuno accanto che la distrugge periodicamente?
Ho visto tutte le mie poche convinzioni prendere fuoco lentamente senza nemmeno rendermene conto. Adesso è rimasta solo cenere fastidiosa.
Mi sembra di impazzire, non ci capisco più nulla. Io veramente non lo so cosa sta succedendo. Ho perso tutto il poco equilibrio che ero riuscita a trovare, e adesso sono di nuovo immersa in quegli odiosi alti e bassi. Mi basta una frase per farmi trovare speranza, e una frase per farmi cadere nella disperazione. Odio tutto ciò.
Forse sono solo stressata.
Vorrei solo essere lasciata stare dal resto del mondo... però c'è sempre qualcuno a cui dà fastidio il mio modo di pensare. Ma non hanno proprio altro da fare che ammorbarmi su cosa dovrei o non dovrei fare? Mi sforzo tanto di non giudicare gli altri, e questo è tutto ciò che ne ricavo... Inizio a pensare che me la passerei meglio se andassi in giro a criticare a destra e a manca.
Ho il solito chiodo fisso con qualche problemino in più. Ancora non capisco dove andrà a finire tutta questa storia.
Ho i soliti progetti.
E la solita immancabile confusione che qualcuno si ostina a voler definire "adolescenziale".
Mah, contenti loro... io ancora lo devo trovare l'essere umano che non è confuso. 1/3/2009 08/09Non riesco a scriverlo un intervento sul 2008, non ce la faccio proprio. Tutto sommato è stato un bell'anno. Un po' sofferto, forse... però posso dire che mi è stato utile. Ho capito un sacco di cose. Ho fatto le mie scelte. E poi solo un mese su 12 l'hoo passato con una sigaretta in mano... direi niente male, no?
Questo 2009 mi sembra che inizi bene. E fanculo al Natale e alle mosche giganti, non ce la farnno a togliermi fiducia!
Non so perchè, ma ripongo un sacco di fiducia in questo anno che viene. Ho i miei progetti da mettere in atto e ho tutta l'intenzione di farcela, non saranno le solite stronzate a distrarmi dai miei obiettivi. Non ho intenzione di perdere altro tempo, se la vita è volata in quasi 17 anni, non rallenterà in futuro. E io non ho intenzione di arrivare alla fine, guardarmi indietro, e vedere che ho fatto poco.
Forse i miei ideali saranno anche discordi con quelli del resto del mondo, ma non ho intenzione di arrendermi solo per quello. Se sono i miei ideali, un motivo ci sarà.
Forse non fare i compiti delle vacanze per un fatto di principio non è la mossa più saggia che potessi fare, ma è pur sempre su di me che si ripercuoteranno le conseguenze. Mi vogliono mettere due? Me lo mettessero, lo recupererò. Ma le mie vacanze sono state abbastanza faticose di per sè, e io avevo altre cose a cui pensare, molto più importanti di un voto scolastico.
Mi sono lamentata spesso durante questo anno... ma d'altronde, chi è che non si lamenta? Alla fine invece è stato meglio di quello che sembrava. A me è sembrato un enorme puzzle, e direi che manca ancora qualche pezzo... magari quest'anno riesco a finirlo.
Ah, e noto con piacere che i miei sogni incasinati non si sono interrotti con la fine dell'anno... meglio, magari più avanti avrò il tempo di analizzarli... chissà, magari sono dei messaggi in codice! xD
Adesso vado a rimboccarmi le maniche, ho i miei obiettivi che mi attendono. E fra qualche giorno si torna in azione. Ho qualche giorno per ricaricare batterie e trovare un po' di felicità per le scorte dei brutti periodi. Vado a cogliere l'occasione.
E buon 2009 a tutti! Passatelo come meglio credete. :) 12/22/2008 Ma una volta che ci sei dentro come fai a tirarti indietro?Quando ero piccola sapevo sempre quello che volevo. Se c'era qualcosa di cui ero pienamente consapevole, era ciò di cui avevo bisogno. Logicamente quando si cresce bisognerebbe diventare più sicuri, conoscersi meglio, avere più consapevolezza. E allora perchè a me sembra di regredire? Ogni giorno che passa mi sembra di conoscermi sempre meno, sono sempre meno cosciente di quello che sono. Ogni giorno che passa ho un dubbio in più su ciò che mi circonda.
Penso che non si dovrebbe crescere mai. Penso che crescere sia doloroso ma soprattutto molto molto inutile e distruttivo.
Però questa società ci impone di crescere, ci impone di diventare cittadini, di fare parte di un'organizzazione e provvedere a mandarla avanti. E se a me questa civiltà non piacesse? Se non volessi continuare a farne parte?
Perchè dovrei giocare a un gioco che prevede delle regole che io ritengo assurde? Non c'è un modo per uscirne?
Nessuno mi ha chiesto se mi andava di giocare. Ma nessuno ha mai preso in considerazione l'idea che a qualcuno questo gioco potesse non piacere?
Bisognerebbe poterle fare certe scelte. Pensiamo di poter scegliere tutto, ma in realtà non scegliamo proprio un cazzo...
Ma una volta che ci sei dentro come fai a tirarti indietro? 11/24/2008 MagieOggi volevo scrivere. Sì, perchè mi sono guardata un attimo alle spalle e mi è preso lo sconforto a leggere tutti gli interventi precedenti. Escludendo quelli riguardanti Luciano, che lui è sempre un caso a parte. Non voglio lasciare traccia solo della parte deprimente della mia vita, non voglio ricordare solo le cose tristi quando vado a leggere il mio blog...
Era già un po' di tempo che volevo scrivere quest'intervento, ma ogni volta non riuscivo a trovare le parole (eh, capita raramente di recente, vero?). Beh, mi rendo conto che non è facile scrivere un intervento allegro o quantomeo non triste. Forse perchè il dramma ha sempre fatto racconto, ha sempre dato spunto per una storia. Senza tristezza probabilmente la vita non esisterebbe, sarebbe monotona. Insomma, mi rendo conto che non è facile parlare di cose belle, non è facile ricamarci sopra e far sì che quella felicità si acuisca e si schiarisca a parole fatte e finite. Però ci voglio provare. Non so perchè, ma sento che questa è la giornata adatta. Anzi, il momento adatto. Forse è il suo odore che mi sembra sentir aleggiare nella stanza a farmi quest'effetto. Forse è il ricordo vivido di certe sue parole, che certe volte lo rendono pericolosamente vicino. Pericolosamente per lui, intendo. Insomma, ho voluto approfittare del momento prima che questo mi scappi irrimediabilmente da sotto il naso.
Mi ritrovo qui a scrivere mentre lancio occhiate furtive alla mia nuova, meravigliosa, chitarra. Esteticamente e a livello sonoro. Mi chiedo, cosa c'è di meglio che comprare una chitarra nuova? Cosa c'è di meglio che andare in un negozio di chitarre e vederla lì esposta in vetrina, che sembra chiamarti per nome? Cosa c'è di meglio che entrare per provarla e constatare che è proprio fatta per te? E poi tornare a casa col terrore di farle prendere anche solo una minima botta in autobus, fare le scale di corsa ed aprirla trepidante. Cosa c'è di meglio che vedersela sbattere lì, con la custodia foderata di blu, i colori del sole a fare contrasto? Ecco, questa è una magia per cui vale la pena vivere. Sentire l'effetto che produce strusciare le dita sulle corde, ascoltare il suono nitido in uscita da quella cassa strepitosa. E non stancarsi mai, nemmeno quando le dita bruciano come il fuoco per la troppa attività, nemmeno quando fanno male i muscoli, nemmeno quando la voce per cantare è finita. Ma cosa c'è di meglio? E' una cosa semplicemente stupenda. Probabilmente chi non suona la chitarra non può capire, ma se non la suonate lasciatevelo dire: vi state perdendo una delle poche meraviglie della vita.
E come se la chitarra non bastasse, è arrivata anche la neve, un'altra meraviglia della vita. Non a Roma, no... magari! E' arrivata a Rovere, o per meglio dire lì intorno. Vedere la neve mi ha fatto bene, mi mancava da morire. E vederla insieme alla nebbia mi ha fatto quasi prendere un infarto. Certo, non era lo spesso strato di neve che si può ammirare in pieno inverno, ma quella lieve spruzzata simile allo zucchero a velo sulle montagne ancora di un verde acceso ci stava una meraviglia. La sfumatura dal bianco al verde è spettacolare, unica. Ma la cosa migliore è stato l'odore della neve. Appena scesa dalla macchina venerdì ho tirato una boccata d'aria, e non esagero quando dico che mi stavo sentendo male per l'euforia di risentire quell'odore particolare! E mi ha fatto bene anche rivedre il bar e i suoi proprietari, che lì ci ho passato un momento importante e ho imparato molto.
Ma c'è una terza cosa a farmi essere felice oggi: da martedì prossimo la mia camera cambia faccia. Mi libero di quell'odioso e biancoso armadio enorme, per fare posto a uno un po' più piccolo, di legno, come dovrebbero essere tutti gli armadi. Anche se disterà molto dalla casa dei miei sogni (che ho visto sabato sera a Ovindoli) è sempre un grande passo in quella direzione, anche perchè la casa dei miei sogni non potrebbe mai esistere qui a Roma. In più ci sarà lo spazio per il mio futuro portachitarre. Eh già, finalmente avrò tutte e 4 le chitarre sempre a portata di mano, in bella vista. Devo dire che l'idea mi alletta non poco.
Bene, e dopo questa clamorosa e allegra descrizione della situazione, passiamo ai fatti: i programmi che a breve verranno messi in atto.
Punto primo: trovare un pub (possibilmente il Four Green Fields) che mi prenda a lavorare il sabato sera e magari anche nei giorni feriali, se gli orari sono applicabili alla sveglia della mattina dopo. Insomma, I need to work.
Punto secondo: iniziare il corso per costruirmi una chitarra (possibilmente acustica) come regalo di Natale.
Beh, direi che i programmi sono pochi ma buoni. Senza contare tutte le altre intenzioni che però al momento sono tutto meno che ufficiali.
Insomma, sono dei giorni discretamente belli.
Beh, chiudo qui col suo odore che purtroppo sta per svanire anche dai miei ricordi. Chiudo qui sperando di riuscire a riportarlo ai sensi.
Un bacio a chi se lo merita, che chi se lo merita lo sa! :)
Gilda, che tiene botta! |
Attenzione, i partecipanti potrebbero sentirsi offesi! ^^
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